MARCO BRUSTIA

Carteggiare il legno sembra la parte più stupida del lavoro ed è quella che decide il risultato. Una finitura perfetta su una superficie carteggiata male resta una superficie carteggiata male, solo lucida.

Due regole spiegano quasi tutti gli errori.

Fogli di carta abrasiva appoggiati su una superficie di legno

Regola 1: non si salta una grana

Ogni grana serve a cancellare i graffi lasciata da quella precedente. Se passi dalla 80 alla 220, la 220 non ha la forza di togliere i solchi della 80: li lucida soltanto. Il risultato sembra liscio al tatto, ma quei solchi ricompaiono appena metti olio o vernice, perché la finitura li riempie e li mette in risalto.

Levigatrice orbitale appoggiata su una tavola

La sequenza standard, per un legno grezzo:

Grana A cosa serve
80 Spianare, togliere il grosso, solo se necessario
120 Uniformare la superficie
180 Preparare alla finitura
220 Finire, prima di olio o cera

Su un pezzo già liscio si parte direttamente da 120 o 180. La 40 e la 60 servono solo per lavori pesanti di sgrossatura, e su un oggetto finito fanno più danni di quanti ne risolvano.

Regola 2: sempre nel verso della venatura

Mano che leviga una tavola seguendo la direzione delle fibre

I graffi paralleli alle fibre si mimetizzano; quelli di traverso restano visibili per sempre e, dopo la finitura, sembrano rigature bianche.

Se usi una levigatrice orbitale il problema è minore ma non sparisce: l’ultima passata, sempre e comunque, va fatta a mano, con il tampone, nel verso della venatura.

Dove fermarsi

Non si carteggia «il più fine possibile». Il punto d’arrivo dipende da cosa metti sopra.

Il legno per esterni si ferma prima, sulla 120: una superficie troppo chiusa trattiene peggio gli impregnanti.

Il trucco che cambia il risultato

Si chiama alzare il pelo e costa cinque minuti.

Dopo aver carteggiato a 180, passa sulla superficie un panno appena umido e lascia asciugare. L’acqua fa sollevare le fibre più corte, che tornano su come una peluria. A questo punto ripassi con la 220: quelle fibre le tagli adesso, invece di vedertele comparire quando ci metti sopra l’olio.

È l’unico modo per ottenere una superficie che resta liscia dopo la finitura e non ruvida come una lingua di gatto.

L’ultima cosa da fare

Persona che spolvera una superficie di legno con un pennello

Togliere tutta la polvere, e togliere significa togliere: aspirapolvere, poi panno appena umido, poi lasciare asciugare.

La polvere rimasta si mescola alla finitura e diventa una superficie granulosa. È la ragione numero uno per cui un lavoro fatto bene viene rovinato negli ultimi cinque minuti, quando ormai c’è la fretta di finire.

Una nota di sicurezza che vale la pena ricordare: la polvere di legno duro è classificata come cancerogena per inalazione. Aspiratore e mascherina non sono zelo, sono il minimo.


Fonti

Le grane indicate seguono la scala P europea: le scale americane (CAMI) hanno numerazioni differenti a parità di finezza.