Sulla pagina prodotto di Amazon si decide tutto in pochi secondi. Il traffico lo porti con posizionamento e pubblicità, ma la conversione la fa il contenuto: foto, video, contenuti A+, la parte di pagina che nessuno considera abbastanza fino a quando non guarda il tasso di conversione.
Nel 2026 su questo fronte sono cambiate due cose che vale la pena conoscere: l’accesso ai contenuti A+ Premium e l’introduzione di un punteggio di qualità sui moduli.
A+ Premium: accesso ampliato ai brand registrati

I contenuti A+ Premium, quelli che una volta si chiamavano A++, sono la versione ricca della sezione descrittiva: moduli interattivi con punti attivi sull’immagine, video, caroselli, tabelle comparative migliorate, sezioni di domande e risposte, con una resa da mobile decisamente migliore.
Per anni sono stati riservati a pochi. Nel 2026 l’accesso è ampiamente disponibile ai venditori con brand registrato da Seller Central: è il cambiamento più rilevante, perché sposta uno strumento da “roba per grandi marchi” a strumento ordinario per chiunque abbia il brand a registro.
Sui numeri, Amazon dichiara che i brand che usano contenuti A+ base possono vedere incrementi di vendite fino all’8%, mentre con A+ Premium l’incremento dichiarato arriva fino al 20%. Come sempre con i dati di piattaforma: sono medie su popolazioni enormi, non promesse sul tuo prodotto. Ma la direzione è indiscutibile, e coincide con quello che vedo sui conti dei clienti.
Il punteggio di qualità sui moduli

Insieme all’apertura, Amazon ha introdotto un sistema di punteggio di qualità che valuta i moduli A+ su tre dimensioni: completezza, qualità delle immagini e mix dei moduli utilizzati. La novità è stata rilevata a maggio 2026 e confermata dalle notifiche in Seller Central.
Cosa significa in pratica: non basta aver caricato qualcosa nella sezione A+. Tre moduli identici con la stessa immagine ripetuta e due righe di testo sono, tecnicamente, contenuti A+ presenti; sono anche contenuti che non fanno il loro lavoro.
Il punteggio va letto come una checklist gratuita: ti dice dove la scheda è incompleta prima che te lo dica il tasso di conversione.
Il video: dove metterlo e quanto deve durare

Il video in scheda non è più un accessorio. Nel 2026 ci sono più posizioni in cui può comparire: nel carosello delle immagini principali, dentro i contenuti A+, nella sezione dedicata al racconto del brand: e ognuna ha un compito diverso.
Come lo imposto, per esperienza pratica:
- Video nel carosello principale: è quello che vede chi sta ancora decidendo se restare. Deve mostrare il prodotto in uso nei primi secondi, senza logo animato di apertura e senza introduzione. Il cliente che scorre non ti concede un’introduzione.
- Video nei contenuti A+: qui c’è spazio per il dettaglio. Come si monta, come si pulisce, quanto è grande davvero rispetto a un oggetto noto.
- Video del brand: serve a rispondere alla domanda “chi siete”, che pesa più di quanto si creda su prodotti di fascia media e alta.
Tre errori che vedo in continuazione: video senza audio comprensibile (la maggior parte guarda senza suono: servono testi in sovrimpressione), video girati in verticale e caricati in orizzontale con le bande nere, e video lunghi che raccontano l’azienda invece di mostrare il prodotto.
Cosa deve contenere una scheda che converte

Al netto degli strumenti, il criterio è sempre lo stesso: rispondere alle obiezioni nell’ordine in cui vengono in mente al cliente.
Una scheda completa, nella pratica:
- Immagine principale pulita, che si legga anche a francobollo sulla griglia dei risultati.
- Immagini secondarie che coprano: dimensioni con riferimento reale, dettagli costruttivi, contenuto della confezione, prodotto in uso, e, la più sottovalutata, una tabella con le informazioni che il cliente cerca prima di comprare.
- Video che mostra l’uso nei primi secondi.
- Contenuti A+ che spiegano il perché del prodotto, non che ripetono i bullet con un font più grande.
- Tabella comparativa con gli altri prodotti della tua gamma: tiene il cliente dentro il tuo catalogo invece di rimandarlo alla ricerca.
E un promemoria che vale più di tutti gli strumenti messi insieme: questi contenuti li legge anche l’assistente AI di Amazon, che attinge al testo dell’A+ per capire se il prodotto risponde alla domanda del cliente. Un A+ fatto di sole immagini con il testo dentro la grafica è invisibile a quella lettura. Il testo va scritto come testo.
In due righe: A+ Premium è ora alla portata dei brand registrati e c’è un punteggio che misura la qualità dei moduli. Chi lo usa bene guadagna in conversione e, indirettamente, in visibilità sull’AI.
Se vuoi far rendere le schede che hai già, senza toccare prezzo e pubblicità, scrivimi.
Fonti
– SalesDuo: Amazon A+ Content 2026: guida a moduli, design e ottimizzazione per Rufus
– Green Onion: Amazon A+ Content in 2026: new guidelines & 6-module framework
– My Amazon Guy: Amazon Premium A+ Content free for all sellers update
– Velocity Sellers: Amazon product video on the PDP in 2026
Le percentuali di incremento vendite sono dati dichiarati da Amazon su base aggregata; disponibilità dei moduli e requisiti possono variare per marketplace e categoria.