MARCO BRUSTIA

Chi non lavora il legno pensa che la colla sia il punto debole di un mobile. È il contrario: in un giunto fatto bene, incollare il legno produce un’unione più resistente delle fibre stesse. Se lo rompi, si spacca il legno di fianco alla colla, non la colla.

A patto di rispettare tre cose: la colla giusta, il contatto giusto, il tempo giusto.

Bottiglia di colla per legno e morsetti su un banco da lavoro

Le classi che contano

Le colle viniliche (PVA), quelle bianche di uso comune, sono classificate dalla norma europea in quattro classi in base alla resistenza all’umidità:

Banco da falegname con gli attrezzi
Classe Dove si usa
D1 Interni asciutti, mobili non esposti
D2 Interni con umidità occasionale e breve
D3 Interni umidi, cucine e bagni, esterni protetti
D4 Esterni esposti, forte umidità

Per il novanta per cento dei lavori domestici la D3 è la scelta corretta: costa poco più della D1 e toglie ogni problema in cucina.

Accanto alle viniliche ci sono le poliuretaniche, che schiumano e riempiono, adatte a superfici non accoppiate e a materiali diversi tra loro; e le colle a caldo animali, reversibili con calore e umidità, ancora insostituibili nel restauro proprio perché si possono sciogliere.

Il contatto conta più della colla

Due tavole tenute insieme dai morsetti dopo l'incollaggio

La colla vinilica non riempie: unisce. Se tra i due pezzi resta un vuoto, lì il giunto sarà debole comunque, con qualunque prodotto.

Da qui le regole pratiche:

I tempi che nessuno rispetta

Tre tempi diversi, spesso confusi tra loro.

  1. Tempo aperto: da quando stendi la colla a quando devi aver chiuso il giunto. Sono minuti, non decine di minuti. Se la colla ha iniziato a formare pelle, il giunto è già compromesso.
  2. Tempo di pressa: quanto restano i morsetti. Per una vinilica in condizioni normali si parla di alcune decine di minuti come minimo, ma il valore lo dà il produttore.
  3. Tempo di indurimento completo: quando il pezzo può essere lavorato o messo sotto carico. Qui si parla in genere di 24 ore, e saltare questo passaggio è l’errore più comune.

Freddo e umidità allungano tutti e tre. Sotto i 10-15 °C molte viniliche non induriscono correttamente: incollare in un garage non riscaldato d’inverno significa quasi sempre rifare il lavoro.

Il segno che hai fatto bene

Giunzione tra due pezzi di legno vista da vicino

Un giunto riuscito si riconosce da due cose: la linea di colla è sottilissima, e la superficie non ha zone lucide o chiare quando ci passi la finitura.

Se la linea è spessa, significa che mancava pressione. Se ci sono aloni chiari sotto l’olio, significa che è rimasta colla in superficie. Nessuno dei due difetti si corregge dopo: si carteggia e si rifà.

Per questo, sul legno, il tempo speso a preparare bene le superfici prima vale sempre più di qualunque prodotto comprato dopo.


Fonti

I tempi indicati sono ordini di grandezza: fanno fede le istruzioni del produttore dell’adesivo che stai usando, in funzione di temperatura e umidità.