Chi non lavora il legno pensa che la colla sia il punto debole di un mobile. È il contrario: in un giunto fatto bene, incollare il legno produce un’unione più resistente delle fibre stesse. Se lo rompi, si spacca il legno di fianco alla colla, non la colla.
A patto di rispettare tre cose: la colla giusta, il contatto giusto, il tempo giusto.

Le classi che contano
Le colle viniliche (PVA), quelle bianche di uso comune, sono classificate dalla norma europea in quattro classi in base alla resistenza all’umidità:

| Classe | Dove si usa |
|---|---|
| D1 | Interni asciutti, mobili non esposti |
| D2 | Interni con umidità occasionale e breve |
| D3 | Interni umidi, cucine e bagni, esterni protetti |
| D4 | Esterni esposti, forte umidità |
Per il novanta per cento dei lavori domestici la D3 è la scelta corretta: costa poco più della D1 e toglie ogni problema in cucina.
Accanto alle viniliche ci sono le poliuretaniche, che schiumano e riempiono, adatte a superfici non accoppiate e a materiali diversi tra loro; e le colle a caldo animali, reversibili con calore e umidità, ancora insostituibili nel restauro proprio perché si possono sciogliere.
Il contatto conta più della colla

La colla vinilica non riempie: unisce. Se tra i due pezzi resta un vuoto, lì il giunto sarà debole comunque, con qualunque prodotto.
Da qui le regole pratiche:
- superfici pulite e senza polvere, e possibilmente appena lavorate: una superficie levigata a specchio o unta non fa presa;
- colla su entrambe le facce, stesa uniformemente in strato sottile;
- pressione con i morsetti fino a far uscire un filo di colla lungo tutta la giunzione. Quel filo è l’indicatore che la colla c’è ovunque;
- eccesso rimosso subito con una spatola e poi con un panno umido: la colla secca non prende la finitura e lascia una macchia chiara che si vede solo dopo aver oliato, quando è tardi.
I tempi che nessuno rispetta
Tre tempi diversi, spesso confusi tra loro.
- Tempo aperto: da quando stendi la colla a quando devi aver chiuso il giunto. Sono minuti, non decine di minuti. Se la colla ha iniziato a formare pelle, il giunto è già compromesso.
- Tempo di pressa: quanto restano i morsetti. Per una vinilica in condizioni normali si parla di alcune decine di minuti come minimo, ma il valore lo dà il produttore.
- Tempo di indurimento completo: quando il pezzo può essere lavorato o messo sotto carico. Qui si parla in genere di 24 ore, e saltare questo passaggio è l’errore più comune.
Freddo e umidità allungano tutti e tre. Sotto i 10-15 °C molte viniliche non induriscono correttamente: incollare in un garage non riscaldato d’inverno significa quasi sempre rifare il lavoro.
Il segno che hai fatto bene

Un giunto riuscito si riconosce da due cose: la linea di colla è sottilissima, e la superficie non ha zone lucide o chiare quando ci passi la finitura.
Se la linea è spessa, significa che mancava pressione. Se ci sono aloni chiari sotto l’olio, significa che è rimasta colla in superficie. Nessuno dei due difetti si corregge dopo: si carteggia e si rifà.
Per questo, sul legno, il tempo speso a preparare bene le superfici prima vale sempre più di qualunque prodotto comprato dopo.
Fonti
- UNI EN 204: classificazione degli adesivi termoplastici per legno non strutturale (classi D1-D4)
- UNI EN 205: metodi di prova per adesivi per legno non strutturale
- UNI EN 301 / EN 15425: adesivi per strutture portanti in legno
I tempi indicati sono ordini di grandezza: fanno fede le istruzioni del produttore dell’adesivo che stai usando, in funzione di temperatura e umidità.