MARCO BRUSTIA

Alla domanda quanto costa l’AI si risponde quasi sempre con il prezzo di un abbonamento. È la parte piccola, ed è anche l’unica che si vede in banca.

Le voci sono quattro, e tre non compaiono in nessuna fattura.

Calcolatrice e scontrini appoggiati su una scrivania

1. L’abbonamento

Un piano professionale per persona costa oggi quanto un pranzo di lavoro al mese. Su questa voce il consiglio è controintuitivo: non partire dal gratuito.

Monete impilate su un piano chiaro

Nei piani gratuiti i contenuti sono spesso usati per l’addestramento salvo opt-out, i limiti d’uso interrompono il lavoro a metà, e la funzione che ti serviva è quella riservata. Si finisce per concludere che «non funziona», quando non era acceso.

2. Il tempo di impostazione

Persona che organizza file e materiali sulla scrivania

È la voce più grande e nessuno la mette a bilancio: raccogliere i dati veri dei prodotti, scrivere le istruzioni, provare, correggere.

Per un catalogo di media dimensione si tratta di due o tre giornate di lavoro, concentrate all’inizio. Chi salta questo passaggio non risparmia: sposta lo stesso tempo dentro la correzione quotidiana, dove si sente meno ma dura per sempre.

3. Il costo degli errori

Una misura sbagliata in una scheda diventa un reso. Un reso costa la spedizione di andata, quella di ritorno, il tempo di gestione e, se finisce in recensione, le vendite che non farai.

Il conto va fatto una volta, con i tuoi numeri: quanto ti costa un reso. Quel numero è la soglia che giustifica la rilettura, e in genere dice che rileggere conviene sempre.

4. Il costo di non farlo

Non si vede mai e vale più di tutti gli altri. In Europa la quota di imprese che usa tecnologie di AI è passata dal 13,5% al 20% in un anno, con 6,5 punti guadagnati in dodici mesi. Tra le piccole imprese la quota resta al 17%, contro il 55% delle grandi.

Non significa che chi è dentro guadagna di più. Significa che il tempo che tu spendi a scrivere una scheda, un concorrente lo spende a farne dieci.

Come si tiene sotto controllo

Cronometro appoggiato su un piano di lavoro

Una regola sola: un compito alla volta, misurato prima e dopo.

  1. Scegli il compito più ripetitivo che fai (schede, risposte ai clienti, trascrizioni).
  2. Segna quanto tempo ci metti oggi, per una settimana. Con l’orologio, non a sensazione.
  3. Automatizza solo quello, per un mese.
  4. Rimisura. Se hai guadagnato tempo vero, passa al secondo compito. Se no, cambia strumento o compito.

Il modo più caro di usare l’intelligenza artificiale è pagare quattro abbonamenti diversi e usarne mezzo, perché nessuno è mai stato impostato bene. Succede più spesso di quanto si creda, e non è un problema di prezzo: è un problema di ordine.

Se vuoi decidere quale compito misurare per primo nel tuo caso, scrivimi.


Fonti

I dati Eurostat riguardano imprese con almeno dieci addetti. I costi indicati sono ordini di grandezza: dipendono da strumenti, volumi e organizzazione.