In ogni magazzino del mondo si perde e si rompe qualcosa. In FBA succede lo stesso, con una differenza: il magazzino non è tuo, e chi conta le unità non sei tu.
Amazon prevede il rimborso per la merce persa o danneggiata nei suoi centri e per i resi che non rientrano mai. Una parte arriva in automatico. Il resto arriva solo se lo chiedi, e solo se lo chiedi entro finestre che negli ultimi anni si sono strette parecchio.
Cosa ti viene rimborsato

Le famiglie di casi sono poche e vale la pena conoscerle a memoria:
- merce smarrita o danneggiata nel centro logistico, dalla ricezione allo stoccaggio;
- merce danneggiata durante il trasporto gestito da Amazon;
- resi rimborsati al cliente che non rientrano mai in magazzino, o che rientrano in condizioni diverse da quelle dichiarate;
- errori di quantità sulle spedizioni in ingresso, quando l’inventario ricevuto non corrisponde a quello inviato;
- rimozioni e smaltimenti eseguiti per errore.
La buona notizia è che oggi gran parte di questi rimborsi è proattiva: Amazon rileva il caso e accredita senza che tu apra niente. La cattiva è che «gran parte» non è «tutti», e la differenza sta nei tuoi conti.
Le finestre: qui si perdono i soldi

Questa è la parte che è cambiata e che molti non hanno registrato.
Dal 23 ottobre 2024 la finestra per i reclami manuali su merce persa o danneggiata nel centro logistico è di 60 giorni dalla data in cui l’articolo è stato segnalato come perso o danneggiato. Prima erano diciotto mesi. È una riduzione enorme, motivata dall’automazione dei rimborsi.
Non è però un’unica regola per tutto: ogni tipo di caso ha la sua finestra, e alcune hanno anche un periodo iniziale in cui il reclamo viene rifiutato perché aperto troppo presto. Per i resi cliente gestiti dalla logistica Amazon, per esempio, il reclamo si presenta in una finestra che va dal quarantacinquesimo al centocinquesimo giorno dalla data del rimborso o della sostituzione.
Tradotto in pratica: un controllo trimestrale non basta più. Sessanta giorni significa che se guardi i conti due volte l’anno, una parte di quei soldi è già persa quando li guardi.
Quanto ti rimborsano (e perché è meno di prima)

C’è un secondo cambiamento, meno pubblicizzato e più pesante: i rimborsi per la merce persa o danneggiata vengono calcolati sul costo di produzione, non sul prezzo di vendita al pubblico.
È una differenza sostanziale. Su un prodotto che vendi a 30 € e che ti costa 8 €, il rimborso non compensa il mancato guadagno: copre il costo della merce. Il margine perso resta perso.
Due conseguenze operative:
1. Il costo di produzione va dichiarato, e va dichiarato giusto. Se il dato manca o è sbagliato, il rimborso viene calcolato su una stima che non è la tua.
2. Prevenire vale più che recuperare. Meno giacenza ferma, meno movimentazioni, imballi robusti: le occasioni di danneggiamento calano da sole. Sull’imballo ho scritto la parte pratica in Imballaggio senza plastica: come spedire senza romperli.
La routine che recupera davvero

1. Scarica i rapporti una volta al mese. Rimborsi, inventario, resi, rettifiche: sono i quattro file su cui si fa tutto il lavoro. Una volta al mese, non una volta l’anno.
2. Riconcilia gli eventi con i rimborsi già ricevuti. Il lavoro è tutto qui: per ogni unità segnalata come persa o danneggiata, verificare se il rimborso automatico è arrivato. Quelli senza corrispondenza sono i tuoi candidati.
3. Apri i reclami subito, uno per caso. Con ordine, con gli identificativi giusti e senza aprire lo stesso caso due volte: i doppioni rallentano e basta.
4. Segna a calendario le finestre. Sessanta giorni per una famiglia di casi, quarantacinque-centocinque per un’altra: senza un promemoria, si scoprono scadute.
5. Valuta un servizio esterno solo con i conti in mano. Se ne esistono di seri, lavorano a percentuale sul recuperato. Il punto è che devono recuperare più di quanto costano, e questo lo sai solo se il primo giro te lo fai da solo.
In due righe: una parte di quei soldi arriva da sola, il resto va chiesto entro finestre corte: e il rimborso copre il costo della merce, non il margine. È mezz’ora al mese, ed è tra le mezz’ore più redditizie che puoi passare in Seller Central.
Se vuoi che guardi i tuoi rapporti e ti dica se stai lasciando soldi sul tavolo, scrivimi.
Fonti
– Amazon FBA reimbursements: the 60-day trap, Sellercore
– Key Amazon reimbursement policy details, changes and updates: SPS Commerce
– Amazon FBA reimbursement guide 2026: recover lost inventory, Nova Analytics
– Amazon FBA reimbursements: what you’re owed and why most sellers never collect it, sellerboard
Finestre e modalità di reclamo cambiano nel tempo e per tipo di caso: prima di aprire una richiesta verifica la pagina di aiuto aggiornata nel tuo Seller Central.