MARCO BRUSTIA

Riparare un graffio nel legno richiede quasi sempre meno di quello che si immagina. Il problema è che si parte dal rimedio più aggressivo, e si finisce con una zona più rovinata di prima.

La regola è una: capire prima quanto è profondo, poi scegliere.

Dettaglio di un piano di legno con un graffio in superficie

Prova dell’unghia: tre casi

Passa l’unghia perpendicolare al graffio.

Panno per lucidare appoggiato su un mobile

Ognuno ha un rimedio diverso, e sbagliare livello significa lavorare inutilmente.

Livello 1: solo la finitura

Su un piano oliato o cerato basta ristendere il prodotto: un po’ di olio su un panno, passato nel verso della venatura, e il segno sparisce perché era solo una interruzione ottica.

Sulla vernice funziona il polish per mobili o, con cautela, una pasta abrasiva finissima. Sempre nel verso della venatura, mai a cerchi: i movimenti circolari lasciano un’opacità che si vede in controluce.

Il rimedio della noce esiste ed è vero: strofinare la polpa di un gheriglio sul graffio superficiale lascia oli e pigmenti che lo mimetizzano. Regge qualche settimana, poi va ripetuto.

Livello 2: la finitura è aperta

Stick di cera per ritocco appoggiato accanto a un mobile

Qui serve riempire.

  1. Pulisci la zona con un panno appena umido e lascia asciugare.
  2. Cera dura da ritocco del colore più vicino: si scalda leggermente, si preme nel solco, si toglie l’eccesso con un bordo di plastica.
  3. Lucida con un panno morbido.

Il consiglio che fa la differenza è sul colore: se hai due tonalità e nessuna è esatta, scegli la più chiara. Un ritocco più chiaro del legno si nota molto meno di uno più scuro, perché l’occhio legge lo scuro come un’ombra, cioè come un difetto profondo.

Livello 3: il legno è inciso

Quando il solco è nel legno, il ritocco locale si vede sempre. Le strade sono due.

Quando conviene fermarsi

Vecchio tavolo di legno con la patina del tempo

C’è un caso in cui il rimedio migliore è nessuno: quando i segni sono tanti e distribuiti.

Un piano usato per anni ha una patina che è il risultato di migliaia di piccoli segni. Ripararne uno lo rende più visibile, non meno: crea una zona nuova in mezzo a una superficie vissuta.

Su quei piani il lavoro giusto è ridare olio a tutta la superficie, una o due volte l’anno. I segni restano, ma tornano tutti allo stesso tono, e il piano ha di nuovo l’aspetto di un oggetto curato invece che di uno consumato.

Il legno, a differenza di quasi ogni altro materiale, ha questo privilegio: si ripara sempre, e ogni riparazione lo lascia usabile per altri dieci anni.


Fonti

Su mobili antichi o di valore, prima di qualunque intervento consulta un restauratore: un ritocco sbagliato riduce il valore più del difetto.