MARCO BRUSTIA

Negli annunci online «legno massello» copre tutto: un tagliere da otto euro e uno da settanta. Imparare a riconoscere il legno serve a capire quale dei due stai comprando, e perché la differenza di prezzo a volte è giustificata e a volte no.

Tre essenze coprono la gran parte degli oggetti da cucina e da arredo.

Tre campioni di legno diverso appoggiati uno accanto all'altro

Rovere: la venatura che si vede e si sente

Il rovere ha il disegno più riconoscibile: venature marcate, con linee scure evidenti e i caratteristici raggi midollari, quelle striature lucide che attraversano la venatura di traverso quando il taglio è radiale.

Tronco di quercia in un bosco

È duro, stabile, resistente all’usura. Per un piano di lavoro o un tagliere che deve durare vent’anni è la scelta classica. Costa più del faggio, e si vede.

Faggio: uniforme, chiaro, onesto

Superficie di legno chiaro dalla venatura fine e uniforme

Il faggio è il legno più usato negli oggetti da cucina economici, e non è un difetto: è duro, compatto e sicuro per gli alimenti.

Il suo limite è l’umidità: il faggio si muove parecchio con i cambi di umidità e non ama il bagnato prolungato. È perfetto per utensili, sedie e taglieri usati con criterio; è la scelta sbagliata per l’esterno.

Noce: scuro, prezioso, spesso finto

Il noce è il più costoso dei tre e per questo il più imitato. Vero noce significa:

Il modo più rapido per smascherare un finto noce è guardare le teste e i bordi: nel massello la venatura prosegue coerentemente sul fianco. In un impiallacciato o in un legno tinto, il bordo mostra un colore diverso o una venatura che si interrompe.

Attenzione anche alla parola «noce» usata come tinta e non come essenza: «rovere tinto noce» è un legno diverso a un prezzo diverso.

Le prove che puoi fare prima di comprare

Mani che soppesano un oggetto di legno per valutarlo

Nessuna di queste prove richiede esperienza. Richiedono trenta secondi e la voglia di girare l’oggetto invece di guardare solo la foto.


Fonti

Le caratteristiche descritte sono indicative: all’interno della stessa specie colore e densità variano con provenienza, taglio e stagionatura.