MARCO BRUSTIA

C’è un campo, dentro Seller Central, che non vede nessun cliente e che decide su quali ricerche compari. Si chiama termini di ricerca: i search terms: e nella maggior parte delle schede che apro è vuoto, o peggio, pieno di roba inutile.

Non è un dettaglio da smanettoni: è l’unico posto dove puoi dire ad Amazon come ti cercano i clienti senza doverlo scrivere nel titolo.

Amazon in 60″ · episodio 1: I Search Terms nascosti

Dove sta, e perché è nascosto

Cassettiera di legno con etichette scritte a mano sui cassetti

Il campo si trova nella scheda prodotto, sezione Parole chiave, sotto la voce «termini di ricerca» o «generic keywords». Non compare da nessuna parte nella pagina pubblica: serve solo al motore di ricerca.

È lì che metti le parole che un cliente userebbe e che nel titolo non ci stanno o non ci stanno bene: sinonimi, modi di dire regionali, errori di battitura comuni, termini tecnici alternativi, usi del prodotto che non sono ovvi dal nome.

Un esempio pratico. Se vendi un tagliere in bambù, il titolo dirà «tagliere in bambù». Nei search terms vanno le cose che il titolo non può contenere senza diventare illeggibile: fondo cucina, tagliere pane, sottopentola, ceppo, cutting board per chi cerca in inglese, e il nome di quel prodotto in dialetto se nella tua categoria si usa.

250 byte, non 250 caratteri

Mani che digitano sulla tastiera di un computer portatile

Qui c’è la trappola tecnica che rovina più schede di tutte.

Il limite su Stati Uniti, Regno Unito ed Europa è di circa 250 byte: le fonti tecniche indicano 249 come soglia sicura. E i byte non sono caratteri: una lettera normale pesa un byte, ma una vocale accentata come à o ü può pesarne due, e i caratteri di alfabeti non latini fino a quattro.

La conseguenza è brutale: se sfori il limite, Amazon può non indicizzare l’intero campo. Non taglia la parte in eccesso, ignora tutto. Una scheda con i search terms sforati è una scheda che, sui termini nascosti, non esiste.

Il modo di lavorare che uso:

Cosa metterci davvero

Lavagna bianca con foglietti adesivi colorati per un brainstorming

La domanda giusta non è «quali parole chiave sono importanti», è «cosa scrive una persona che ha il mio problema ma non conosce il mio prodotto».

Le quattro fonti da cui pesco, in ordine di resa:

1. Il rapporto sui termini di ricerca del tuo account. Sono le parole con cui i clienti sono davvero arrivati: è l’unica fonte che parla del tuo prodotto e non di prodotti simili.

2. Le domande dei clienti sulla tua scheda e su quelle dei concorrenti. Lì trovi il linguaggio vero, quello che nessun tool di keyword restituisce.

3. Le recensioni. Il modo in cui i clienti chiamano il prodotto quando lo raccontano a un altro è il modo in cui lo cercheranno la prossima volta.

4. Gli errori di battitura frequenti. Amazon ne corregge molti, non tutti. Se il tuo prodotto ha un nome che si sbaglia spesso, quella variante vale.

Con la ricerca sempre più mediata dall’intelligenza artificiale il campo non perde valore, ma cambia peso: come ho scritto parlando di Alexa for Shopping, l’assistente legge anche gli attributi che nessuno compila.

Il controllo che si fa in cinque minuti

Lente d'ingrandimento appoggiata sul palmo di una mano aperta

1. Apri i venti prodotti che fatturano di più. Non tutto il catalogo: quelli.

2. Guarda se il campo è compilato. Nella metà dei casi la risposta è no, ed è già mezz’ora di lavoro che vale più di un mese di pubblicità.

3. Conta i byte, non i caratteri. Un contatore online basta. Se sei oltre 249, taglia.

4. Verifica di essere indicizzato. Cerca su Amazon una parola che hai messo solo nel campo nascosto, insieme al nome del brand: se la scheda non esce, quel termine non è indicizzato.

5. Rifallo tra un mese. I termini con cui la gente cerca cambiano con le stagioni e con le mode: un campo compilato due anni fa è vecchio.


In due righe: è il campo più economico che hai: non costa niente, non lo vede nessuno e decide su quali ricerche esisti. L’unica regola tecnica da non sbagliare sono i byte: sforare significa sparire, non essere tagliati.

Se vuoi che guardi le tue schede e ti dica dove stai perdendo traffico, scrivimi.

Fonti
Amazon backend search terms: the 250-byte guide for 2026, Epinium
Amazon backend search terms: 250 bytes, not characters, SellScope
Amazon backend search terms limit 2026: 249 bytes, ListingForge
Amazon backend keywords: guidelines, tips & tools, SellerApp

I limiti variano per marketplace: Giappone e India seguono soglie diverse. Verifica sempre il requisito della tua vetrina in Seller Central.