Se vendi su Amazon, questa è la modifica più concreta dell’anno: dal 27 luglio 2026 il titolo di prodotto si ferma a 75 caratteri, spazi inclusi. Non è un consiglio di ottimizzazione, è un limite di sistema che riguarda Seller Central e Vendor Central su Nord America, Unione Europea, Singapore e Sudafrica.
Chi ha costruito i titoli come li abbiamo costruiti tutti per dieci anni, marca, modello, materiale, misura, colore, confezione, tre o quattro parole chiave in coda, si ritrova con schede da riscrivere. E chi non le riscrive se le vede riscrivere da Amazon.
Ti spiego cosa cambia davvero, cosa fare prima della scadenza e quali errori vedo fare più spesso.
Cosa cambia: 75 caratteri per il titolo, 125 per gli Item Highlights

Il punto che quasi tutti si perdono: i caratteri non spariscono, si spostano. I circa 200 caratteri del vecchio titolo vengono ridistribuiti su due campi distinti:
- Titolo: massimo 75 caratteri, spazi inclusi.
- Item Highlights: un campo nuovo da 125 caratteri, che raccoglie le informazioni che nel titolo non ci stanno più.
Item Highlights non è un contenitore di scarti. Compare sotto al titolo nei risultati di ricerca da mobile e nella pagina prodotto, ed è un campo indicizzato: entrambi i campi vengono letti dal motore di ricerca ed entrambi pesano sul posizionamento.
Attenzione alle eccezioni di categoria: la categoria Media è esclusa, mentre moda, calzature e gioielli seguono limiti propri. Sui marketplace europei il limite dei 75 caratteri si applica alla quasi totalità del catalogo. Prima di lavorare su tutto l’assortimento, verifica le regole della tua categoria dalla scheda requisiti di Seller Central: è l’unica fonte che fa fede sul tuo catalogo.
Se non intervieni, il titolo te lo riscrive l’AI di Amazon

Questa è la parte che dovrebbe farti aprire Seller Central stasera. Sui titoli fuori limite interviene l’automazione di Amazon, che li riscrive per lunghezza e correttezza grammaticale.
Il criterio è quello: lunghezza e grammatica. Non la tua strategia di keyword, non il tono di voce del brand, non le diciture che tieni nel titolo per obblighi normativi o per evitare resi (“senza glutine”, “compatibile con”, “confezione da 6”, la misura, la portata massima). Un titolo riscritto in automatico resta un titolo corretto e resta illeggibile per il cliente giusto.
Tradotto: il costo di non fare niente non è zero. È perdere il controllo su come il tuo prodotto viene presentato e trovato.
C’è anche una finestra da tenere d’occhio: quando Amazon propone il titolo rigenerato, secondo le fonti di settore hai quattordici giorni per accettarlo o riscriverlo. Se non tocchi niente, la versione automatica diventa quella buona: e la scelta l’ha fatta un sistema che non conosce la tua strategia.
Come riscrivere i titoli: il metodo che uso sui cataloghi

Su un catalogo vero non si riscrive a mano ASIN per ASIN sperando che venga bene. Si lavora per priorità e per schema fisso.
1. Ordina il catalogo per fatturato, non per numero di ASIN. Il 20% delle referenze fa quasi tutto il giro d’affari: quelle si riscrivono a mano, una per una. Il resto si tratta a blocchi con uno schema.
2. Definisci uno schema per categoria. Nei 75 caratteri ci sta poco, quindi decidi in anticipo l’ordine e non cambiarlo: `Marca + Prodotto + attributo che decide l’acquisto + variante`. L’attributo che decide l’acquisto è quello per cui il cliente sceglie: la misura per un capo, la portata per una mensola, il formato per un materiale di consumo.
3. Sposta negli Item Highlights ciò che serve a rassicurare, non a trovare. Compatibilità, contenuto della confezione, materiale, certificazioni, uso previsto. Sono le informazioni che riducono i resi e le domande, e restano comunque indicizzate.
4. Elimina i duplicati tra i campi. Ripetere la stessa parola chiave in titolo e Item Highlights non raddoppia il peso: spreca caratteri che potresti dare a un termine di ricerca che non stai ancora coprendo.
5. Controlla che il titolo si legga da solo su mobile. La stragrande maggioranza delle sessioni è da telefono, dove il titolo viene troncato prima ancora del limite. Le prime 4-5 parole devono già dire di che prodotto si tratta e per chi è.
Dopo la modifica: misura, non sperare

Una riscrittura di massa dei titoli è una modifica che tocca il posizionamento. Va trattata come tale.
Prima di intervenire, fotografa la situazione di partenza: posizionamento organico sui termini principali, sessioni, tasso di conversione e vendite per ASIN nelle due settimane precedenti. Poi lavora a scaglioni, non tutto il catalogo nello stesso giorno, così se qualcosa peggiora sai su quale gruppo è successo.
Nelle due settimane successive guarda in quest’ordine: sessioni (sei ancora visibile?), tasso di conversione (il titolo nuovo spiega ancora il prodotto?), termini di ricerca su cui compari. Un calo di sessioni con conversione stabile è un problema di keyword. Sessioni stabili con conversione in calo è un problema di chiarezza.
E tieni presente una cosa che vale sempre su Amazon: le modifiche di catalogo hanno bisogno di giorni per essere digerite. Non giudicare dal secondo giorno.
In due righe: i titoli passano a 75 caratteri il 27 luglio 2026, arriva Item Highlights da 125 caratteri e chi non riscrive si fa riscrivere le schede da un’automazione che non conosce la sua strategia. È mezza giornata di lavoro su un catalogo medio, ed è mezza giornata che si ripaga da sola.
Se hai un catalogo ampio e vuoi capire da dove partire, scrivimi: gestisco marketplace per brand da diversi anni e questo tipo di intervento si fa una volta sola, ma va fatto bene.
Fonti
– Epinium: Amazon: limite di 75 caratteri nei titoli dal 2026
– AMZ Manager: Titolo Amazon 75 caratteri: cosa cambia dal 27 luglio 2026
– ZonWizard: Titoli Amazon a 75 caratteri: come prepararsi
– ClearAds: Amazon’s 75-Character Title Limit: The Complete Guide
Verifica sempre i requisiti aggiornati della tua categoria in Seller Central: le regole possono differire per categoria e marketplace.