Quando un mobile nuovo si spacca dopo il primo inverno, la causa quasi mai è la colla o la lavorazione. È l’umidità del legno al momento in cui è stato costruito.
È il dato tecnico più importante di tutti, e l’unico che nessuno chiede mai in negozio.

Cosa misura quel numero
L’umidità del legno si esprime in percentuale: è il peso dell’acqua contenuta rispetto al peso del legno completamente secco. Un valore del 12% significa che in dieci chili di tavola ci sono più di un chilo di acqua.

Un albero appena abbattuto può superare abbondantemente il 50%. Il legname per uso interno va portato molto più in basso, e questo processo, la stagionatura o l’essiccazione in forno, è la parte del lavoro che costa tempo e denaro, e che chi vende a poco tende a saltare.
Come ordine di grandezza, per ambienti interni riscaldati si lavora indicativamente tra l’8% e il 12%; per manufatti destinati all’esterno i valori di riferimento sono più alti, perché l’equilibrio con l’ambiente è diverso.
Perché il numero sbagliato spacca gli oggetti

Il legno lavorato al 18% e portato in una casa riscaldata continua a cedere acqua fino a mettersi in equilibrio con l’ambiente. Ritirandosi si accorcia in larghezza: di parecchio, su un piano largo.
Se il pezzo è libero, si deforma. Se è vincolato da incastri, viti o incollaggi che non gli permettono di muoversi, allora si spacca: è la fessura che compare a gennaio su un piano che a settembre era perfetto.
Il fenomeno opposto esiste ed è meno drammatico ma più fastidioso: un oggetto costruito troppo secco, in estate si gonfia. È il cassetto che d’inverno scorre e a luglio non entra più.
Le domande da fare prima di comprare
Due, e bastano a distinguere un venditore che sa da uno che rivende.
- «Il legno è essiccato in forno o stagionato all’aria? A che umidità è stato lavorato?» La risposta corretta è un numero o un intervallo. «È stagionato» senza altro, da solo, non dice niente.
- «L’oggetto è massello unico o lamellare?» Il lamellare, listelli incollati con le venature alternate, è molto più stabile di una tavola intera larga. Su un piano da lavoro è un vantaggio, non un ripiego.
Cosa può fare chi l’oggetto ce l’ha già

Il legno cerca l’equilibrio con l’aria di casa tua: puoi lavorare su quella.
- D’inverno, con il riscaldamento acceso, l’aria diventa molto secca. Un umidificatore, o panni umidi sui radiatori, riducono lo sbalzo.
- Evita le posizioni estreme: sopra un termosifone, davanti a una finestra esposta al sole, contro una parete che d’inverno è fredda e umida.
- I primi mesi sono i più critici: un oggetto nuovo si sta ancora adattando alla tua casa. Se compare una piccola fessura in un giunto, spesso si richiude in primavera.
E quando arriva un pezzo su misura, lascialo qualche giorno nell’ambiente dove starà prima di fissarlo definitivamente. È l’accortezza più semplice e quella che nessuno applica.
Fonti
- UNI EN 13183-1/2: determinazione dell’umidità del legname (metodo per pesata e metodo elettrico)
- UNI EN 942: legno negli infissi: requisiti di umidità in funzione della destinazione
- CNR-IVALSA / Istituto per la BioEconomia: umidità di equilibrio igroscopico e comportamento del legno negli ambienti confinati
Gli intervalli indicati sono valori di riferimento generali: variano con destinazione d’uso, specie legnosa e clima locale.