Una telecamera da negozio costa oggi meno di duecento euro e arriva con funzioni che dieci anni fa erano da aeroporto: riconoscimento dei volti, conteggio delle persone, rilevamento di «comportamenti anomali». Sulla videosorveglianza con AI il punto non è cosa sa fare l’apparecchio. È cosa puoi accendere.

Il divieto che viene prima di tutto
Non è nuovo e non l’ha cambiato l’intelligenza artificiale: le telecamere non si usano per controllare la produttività o l’efficienza di chi lavora. Aggiungere un software che analizza le immagini non rende lecita quella finalità: la rende soltanto più efficiente.

A questo si somma il divieto europeo sui sistemi che deducono le emozioni delle persone sul luogo di lavoro, che il Garante ha ribadito nel 2026 estendendolo anche ai dati condivisi in forma aggregata.
Tradotto: la funzione «rileva se il personale è distratto», comunque la chiami il fornitore, è fuori discussione.
Dove si può ancora usare

Restano legittimi gli usi che guardano la sicurezza e non le persone che lavorano:
- sorveglianza contro furti e intrusioni, con le informative e gli accordi previsti;
- conteggio anonimo degli ingressi, se non consente di risalire a singoli individui;
- rilevamento di situazioni di pericolo in aree tecniche.
Il criterio è la finalità dichiarata, e va scritta prima di installare, non dopo. Chi installa e poi cerca la giustificazione, di solito la trova sbagliata.
Le domande da fare al fornitore
Prima di firmare, tre domande. Se il venditore non risponde per iscritto, cambia fornitore.
- Quali funzioni di analisi sono attive di default? La risposta corretta è un elenco, non «dipende dalla configurazione».
- Dove vengono elaborate le immagini? In locale o su server esterni, e in quale paese.
- Come si disattiva una singola funzione, e resta disattivata dopo un aggiornamento?
L’ultima è la più importante. Molti sistemi riattivano funzioni con gli aggiornamenti automatici: un’installazione conforme a marzo può non esserlo più a settembre senza che nessuno abbia toccato niente.
Cosa fare se un impianto c’è già

Non serve smontare nulla. Serve un pomeriggio:
- entra nel pannello e fai l’elenco delle funzioni attive: screenshot compreso, con la data;
- spegni tutto quello che riguarda le persone e non serve alla sicurezza;
- controlla la conservazione: per quanti giorni restano le registrazioni e chi può vederle;
- verifica l’informativa e la cartellonistica, che devono corrispondere a quello che il sistema fa davvero.
Quel documento con la data sopra vale, in caso di contestazione, molto più di qualunque dichiarazione a memoria. E ha un effetto collaterale utile: quasi sempre emerge che qualcuno può vedere le immagini dal telefono senza che sia mai stato deciso.
Se vuoi che guardiamo insieme le funzioni attive sul tuo impianto, scrivimi.
Fonti
- Garante per la protezione dei dati personali, provvedimento del 14 maggio 2026: uso di sistemi di AI nel contesto lavorativo e divieto di ingerenza nella sfera emotiva
- Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), articolo 5: pratiche vietate
- Statuto dei lavoratori, art. 4: controllo a distanza dell’attività dei lavoratori
- TDK Service, Videosorveglianza IA e Privacy: linee guida Garante 2026
L’installazione di impianti di videosorveglianza in presenza di lavoratori richiede accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato: verifica la tua situazione prima di procedere.